Il prompt
La prima cosa da dire è che tutto parte da un buon prompt. Un prompt efficace è gestibile, coerente con le proprie competenze e soprattutto mirato: crea un contesto del progetto. Il prompt è una forma di progettazione, devi essere specifico e sapere cosa vuoi ottenere.
Lavorare per sezioni
Un’altra cosa fondamentale da capire è che bisogna lavorare per sezioni.
Difficilmente è possibile realizzare un intero progetto con un solo comando — o ottenere risultati di qualità chiedendo “fammi una relazione di dieci pagine su questo argomento”.
Ho visto farlo anche da colleghi, ma il risultato è sempre lo stesso: testi generici e, se si tratta di web-design, codice pieno di bug.

Conoscere le basi: HTML e CSS sono fondamentali
Ai genera codice e per leggere, modificare e capire quel codice servono delle basi solide.
La conoscenza di HTML e CSS è il punto di partenza: se ancora non li domini, questa è l’occasione perfetta per iniziare. Da lì, il passo naturale è verso JavaScript e PHP, i linguaggi che danno vita e logica alle interfacce.
Capire come lavora l’AI nel web design
L’intelligenza artificiale lavora in modo modulare: quando chiedi un progetto di web design, la risposta sarà quasi sempre suddivisa per sezioni.
A meno che non si tratti di un layout molto breve, ChatGPT (o qualsiasi altro strumento di intelligenza artificiale generativa) ti restituirà porzioni di codice separate — una sezione HTML per la struttura, un foglio CSS per lo stile, e, se serve, uno script JS per l’interattività.
Parti da zero
Sono rimasto davvero colpito quando un mio collega mi ha raccontato che sua figlia — al terzo anno di un liceo scientifico — sta già studiando HTML e CSS.
Se per te questi linguaggi sono ancora qualcosa di sconosciuto, è il momento di colmare questa lacuna.
Per sfruttare al massimo lo strumento, devi evolvere il tuo ambiente di lavoro. Installa un editor tipo Visual Studio Code e inizia a fare sul serio. Dimentica WordPress o, peggio, i web builder come Elementor o Avada: prima ancora del design visivo, impara a costruire la logica e la struttura del tuo sito da zero.
Crea una cartella sul desktop, apri un file chiamato index.html, collegaci un foglio di stile e, se serve, un file JavaScript.
Ecco un esempio base da cui partire:
<!DOCTYPE html>
<html lang="it">
<head>
<meta charset="UTF-8">
<meta name="viewport" content="width=device-width, initial-scale=1.0">
<title>Il mio primo progetto AI</title>
<link rel="stylesheet" href="style.css">
<script src="script.js" defer></script>
</head>
<body>
<header>
<h1>Benvenuto nel mio primo progetto generato con AI</h1>
</header>
<main>
<p>Questa pagina è la base su cui costruiremo design, interazioni e logiche.</p>
</main>
</body>
</html>
Il vantaggio concreto
Il primo vero vantaggio di questo approccio lo noterai subito.
Se finora eri uno di quelli che installava un plugin per ogni singola esigenza — uno per le slide, uno per il pulsante di WhatsApp, uno per il pop-up, uno per ogni “minkiata” che il cliente chiedeva — scoprirai un mondo completamente diverso.
Quando impari a creare da zero, inizi a ottenere risultati più efficaci, leggeri e coerenti.
Non devi più dipendere da abbonamenti, da editor visuali pesanti o da librerie gigantesche di cui sfrutti solo il 5% e che spesso vanno in conflitto tra loro.
Il tuo sito diventa snello, pulito e integrato perfettamente nel codice, senza parti superflue.
E questo non è solo un vantaggio estetico o di ordine mentale: è un vantaggio tecnico e strategico.
Un sito costruito in modo nativo, con codice ottimizzato e strutturato, carica più velocemente, offre una migliore esperienza utente e si posiziona meglio anche lato SEO.
Meno dipendenze, più controllo, più performance.
Nel prossimo articolo approfondirò in modo più specifico l’integrazione di script personalizzati con WordPress, non perdertela!
Tra poco l’AI ci ruberà il lavoro
Sì, soprattutto a chi non ha voglia di capire come funziona.
Gli altri, invece, la useranno per fare il loro lavoro meglio e più velocemente.

Se anche tu non vuoi rimanere indietro, abbraccia il cambiamento. E se ti è piaciuto questo approfondimento lascia un like!
